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lunedì 30 agosto 2010

Information explosion

Nel 2005 è stata stimata una produzione globale di informazioni digitali pari a 150 exabytes (150 miliardi di gigabytes).
Per il 2010 le stime parlano di 1,200 exabytes.
Questo sarebbe il motivo della guerra in atto tra HP e DELL per il controllo di 3PAR, azienda che si occupa di storage, virtualizzazione e cloud.
Per Hp una delle priorità strategiche dichiarate è proprio "l'Information Explosion".



mercoledì 9 luglio 2008

Divergenze sui motori e informazione divergente

Su un articolo de La Stampa a firma di Fabio Di Giammarco, che paventava la prossima fine di Google, ho letto alcune notizie riguardo a Pharos e Powerset.
Il primo sarebbe un motore di ricerca di nuova concezione, per la ricerca ad esempio di brani musicali, prodotto da FastSearch una azienda norvegese insieme ad un consorzio di altre imprese ed alcune università tra cui anche il Politenico di Milano.
Mentre il secondo dovrebbe essere un innovativo motore di ricerca semantica per il web del futuro.

In un articolo di Nova100 dal sito del Sole24Ore, Marco Varone ci racconta invece qualche altra notizia su questi due prometenti nomi del futuro panorama di Internet.
Entrambe queste aziende sarebbero state da poco comprate da Microsoft, ma il giudizio che offre su queste due acquisizioni non ha decisamente dei toni entusiastici.

Varone scrive ad esempio che il management di FastSearch, la produttrice di Pharos, sarebbe sotto inchiesta penale in Norvegia per falso in bilancio, cosa che su La Stampa hanno dimenticato di dire.

E' vero che alcune novità potrebbero magari essere emerse successivamente alla data di pubblicazione del pezzo su La Stampa, datato 2-7-2008 e comparso anche nella versione cartacea dell'inserto TuttoScienze del quotidiano torinese, mentre il pezzo su Nova100 è del 8-7-2008, certo è che l'informazione prodotta dai due articoli ha palesato qualche divergenza non solo di opinione.

O quanto meno leggendo solo l'uno o solo l'altro ci si farebbero 2 opinioni praticamente opposte.

(Un riassunto sui motori di ricerca europei dal sito di bnl.it)

giovedì 27 marzo 2008

Volare bassi

Le competizioni elettorali sono spesso un momento di sfoggio delle più indicibili ipocrisie.
Il caso Alitalia mi sembra significativo.
Qui sotto c'è il grafico dell'andamento del titolo negli ultimi 10 anni.

rif. http://it.money.msn.com/investor/charts/












Qui cosa ne dice The Economist di questa settimana da cui riporto alcuni stralci.

"...Alitalia's plight has worsened significantly since then. Having lost about €2.6 billion between 1999 and 2005, it lost €605m in 2006 and a further €364m last year. It is losing around €1m a day and had €282m in cash and short-term credits at the end of January, and net debt of €1.3 billion."

"...A further condition of the deal concerns the controversial airport at Malpensa near Milan, a white elephant backed by local politicians where operations cost Alitalia €200m a year."

Forse sono io che non presto la dovuta attenzione a come i giornali e le televisioni trattano l'argomento, ma ho l'impressione che sia dato più peso alla non-notizia dei figli di Berlusconi, partecipanti o meno alla cordata di salvataggio, e che invece siano messi in secondo piano i motivi per cui Alitalia sia intenzionata a lasciare Malpensa o l'origine finanziaria del perché si cerchi di svenderla ai francesi.